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Consulenza di gestione / Business Plan

I numeri al servizio del business:

 

L’imprenditore è assorbito costantemente dagli impegni della sua attività quotidiana. L’esperienza e la competenza nel proprio mestiere gli permettono di valutare “ad occhio” se il lavoro va bene o va male.

 

Ma “ad occhio” è un tipo di approssimazione che nessuna azienda può più permettersi.

 

Per rimanere sul mercato, sopravvivere alla crisi e portare risultato occorrono strumenti e metodi appropriati. Sembra complesso, ma imparare a ragionare in ottica di controllo è più semplice di quanto si pensi.

 

Non occorre stravolgere il proprio sistema di lavoro e non è necessario acquistare costosi software. Raccogliere i dati di tutti i giorni, leggerli e interpretarli in ottica gestionale può mettere in luce aspetti e problematiche non visibili ad occhio nudo, permettendo all’imprenditore di risolvere criticità nascoste, ottimizzando le performance e incrementando i profitti.

 

Perchè i conti non sono solo una fastidiosa incombenza da passare al commercialista. Sono lo specchio dell’attività.

 

Costi a sinistra, Ricavi a destra. Due colonne di numeri più o meno opportunamente catalogati con una cifra in fondo, molto spesso anche l’unica guardata dall’imprenditore, l’Utile.

 

Perchè è la sola ritenuta importante. Dice quanto è rimasto in tasca dopo un anno di lavoro, o quanto avrebbe dovuto, dato che in realtà l’utile fiscale non combacia mai con il guadagno vero. E misura quanto si dovrà pagare di tasse.

Ogni riga di quelle due colonne rappresenta un aspetto del business dell’impresa, ogni riga traduce in numeri le scelte strategiche dell’imprenditore, il confronto con il mercato esterno, i processi operativi applicati nella quotidianità del lavoro, l’identikit della propria clientela.

 

Un bilancio dice molto di più di quante tasse si dovranno pagare. Basta solo imparare a leggerlo in modo nuovo.

 

Perché quei numeri possono dirci quale dei prodotti che vendiamo o dei servizi che offriamo porta realmente guadagno all’impresa e quali invece assorbono energie e risorse senza creare un adeguato profitto. Possono dire se siamo abbastanza performanti o se nascondiamo piccole inefficienze organizzative. Soprattutto possono dirci cosa fare per risolvere i piccoli problemi con cui ci confrontiamo tutti i giorni e migliorare i risultati.

 

Ad esempio un centro estetico, un salone di parrucchiere, uno studio odontoiatrico, un laboratorio di analisi, potrebbero scoprire che il servizio che vendono di più, diciamo per il 60% di tutto il venduto mensile, in realtà ha un margine negativo per cui ogni vendita produce più costo che ricavo ed assorbe la maggior parte di risorse dell’attività. Mentre un servizio minore, venduto solo per il 10% ha un margine talmente alto che da solo recupera tutti i costi.

 

Molto probabilmente non sarà possibile alzare il prezzo del servizio che vende tanto ma ha un margine negativo, perché altrimenti il centro, il salone, lo studio o il laboratorio andrebbero fuori mercato con un prezzo non concorrenziale.

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