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RETE D’IMPRESA

In un mercato sempre più competitivo, la collaborazione fra imprese ha assunto un’importanza sempre più crescente interessando sia le grandi che le piccole e medie imprese (PMI). La globalizzazione dei mercati e la diffusione delle tecnologie dell’informazione (ICT) hanno aumentato la divisione del lavoro. La conseguenza è che in tutti i Paesi si è assistito ad una rivisitazione degli assetti organizzativi e delle modalità stesse di creazione del valore.

L’Italia, con il suo tessuto di PMI, è fortemente interessata da questi fenomeni che si traducono nella necessità di attivare processi di aggregazione nell’ambito dei quali il successo di ciascuna impresa dipende dall’abilità di utilizzare risorse, materiali e immateriali (es. know how), e di condividerle con altri soggetti specializzati in segmenti di attività specifici nella creazione di valore.

Tutto ciò sta producendo nuova capacità di generare soluzioni innovative e modelli di business capaci di operare nei mercati globali.

Nello specifico, il contratto di rete è lo strumento giuridico attraverso il quale è possibile promuovere tali processi aggregativi, finalizzati dunque ad ampliare il raggio d’azione delle PMI attraverso l’acquisizione di risorse, la condivisione di know how e competenze, nonché la generazione di nuova conoscenza indispensabile per competere con successo.

La rete d’impresa è quindi una forma di aggregazione fra imprese che rimangono distinte, ma decidono di collaborare in vista di un obiettivo comune.

L’aggregazione fra imprese è regolamentata dal Contratto di Rete, con il quale le parti si impegnano a collaborare nell’ambito degli scopi comuni individuati.

I contraenti possono essere sia società, sia imprese individuali, sia enti pubblici.

I consulenti di Rete  d’ imprese vi aiutano a valutare l’opportunità di costituire una Rete, a usufruire di eventuali contributi pubblici, a gestire con successo il progetto.

Questi contratti permettono alle aziende partecipanti di mantenere la propria autonomia, ma di mettersi insieme per attuare attività e progetti comuni, che da sole non potrebbero svolgere. Un altro vantaggio rispetto ad altre forme di aggregazione è che dà maggiore flessibilità perché il contratto è uno strumento adattabile alle circostanze e se necessario modificabile per accordo fra le parti.

Oltre alle opportunità produttive e commerciali la rete offre la possibilità di un utilizzo flessibile del personale. Anzitutto attraverso lo strumento del distacco, il cui uso all’interno della rete è stato facilitato dalla legge. Inoltre con la possibilità, riconosciuta dalla stessa legge, di prevedere forme di codatorialità e di titolarità congiunta dei rapporti di lavoro facenti capo alle aziende retiste.

Con tali strumenti le reti di impresa possono realizzare forme di mercati del lavoro interni, in grado di massimizzare il patrimonio di competenze esistenti nelle varie aziende e di realizzare una flessibilità positiva nell’impiego dei dipendenti.

La flessibilità è positiva sia per l’impresa cui garantisce una maggiore adattabilità e mobilità dell’uso delle risorse umane, sia per i lavoratori cui può dare maggiore stabilità di occupazione.

Inoltre la rete offre specifiche opportunità di utilizzo nello svolgimento di operazioni complesse svolte in esecuzione di appalti.

La pratica recente dei contratti di rete conferma la importanza della nuova regolazione del distacco con la legge n. 99/2013 (ora art. 30 dlgs 276/2003).

La disciplina precedente presentava non pochi inconvenienti perché richiedeva che si provasse un interesse specifico delle parti all’uso di questo istituto e inoltre lo ammetteva solo per esigenze temporanee. Ora la prova dell’interesse non è più necessaria, perché l’interesse è implicito nel mero fatto di essere partecipi della rete.

La legge n. 99/2013 non fa menzione della temporaneità del distacco, che è l’altro requisito richiesto dalla giurisprudenza. In realtà la temporaneità è un concetto relativo, correlato alla funzione del distacco. E’ plausibile ritenere che anch’esso debba essere interpretato alla luce del contratto di rete e quindi vada correlato allo svolgimento delle attività svolte in comune dagli imprenditori interessati al programma di rete.

Il distacco peraltro, anche così facilitato, permette solo in parte un uso comune delle risorse umane nella rete, che può richiedere forme di condivisione stabile del personale tra le imprese retiste.

Per questo la stessa normativa (art. 30 e art. 31 del dlgs n. 276/2003) ha esplicitamente riconosciuto la possibilità di ricorrere alla codatorialità e alla titolarità congiunta dei rapporti di lavoro.

La codatorialità realizza la soluzione ottimale, per la messa in comune delle risorse umane della rete. Ma richiede una gestione pienamente condivisa e regolata nei dettagli fra le parti sui poteri inerenti a tale gestione e sulle relative responsabilità.

Siamo convinti di proporre  un concreto cambiamento attraverso le Reti di Imprese con l’obiettivo di creare opportunità di sviluppo e aggregazione per le Imprese e i Professionisti che le affiancano. Crediamo che l’aggregazione in rete sia una grande chance per le PMI sia come strumento innovativo per superare crisi congiunturali e strutturali sia come nuovo modello economico per competere sullo scenario internazionale e consentire lo sviluppo occupazionale, sociale e il rilancio del nostro Paese.

www.sportelloretidimpresa.it

La piccola impresa deve fare di tutto per diventare media. Il caso Spontini

scritto da Beniamino Piccone il 29 Marzo 2017

 

 

 

 

 

 

Dal “piccolo è bello” degli anni Settanta/Ottanta si è passati con fatica al mantra “piccolo è brutto”. Mentre il mondo correva, miliardi di persone entravano sul mercato – del lavoro e dei consumi – l’evoluzione tecnologica impazzava, solo pochi illuminati imprenditori hanno capito che era tempo di cambiare.

 

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Le Sissi: la sartoria digitale che punta alle reti di imprese

Quando si è alla ricerca di un abito capita sempre che si ha già un’idea ben precisa in mente, magari un modello che esalti al meglio la propria femminilità, ma girando negozi, outlet, centri commerciali, non riesci a trovarlo in nessun modo, neanche mettendo sotto sopra l’intero reparto e sfinendo la commessa che ti cerca di accontentare in tutti i modi ma i modelli sono uno peggio dell’altro: troppo lungo, troppo corto, troppo largo, troppo stretto, non si adegua alla tua silhouette né si avvicina alla tua idea iniziale. Ma ora anche il proprio abito dei desideri è a portata di click grazie alla start up che esalta il made in Italy e l’innovazione: Le Sissi. 

Le Sissi: la start up che unisce artigianato e tecnologia 3D

Le Sissi è una sartoria digitale, made in Veneto, che permette di creare il proprio abito in 3D, trasformando ogni donna in stilista per creare l’abito dei propri sogni che cade a pennello, scegliendo il modello, il tessuto e le rifiniture grazie alla tecnologia. Si può scegliere tra una varietà di 180.000 combinazioni diverse di abiti possibili.

Mi sono sbizzarrita a visualizzare diverse mise col software sul sito della start up.

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